Come Potrebbe Essere il Rapporto Futuro tra Umani e Tecnologia? - Introduzione di una Prospettiva
Intelligenza Artificiale Futuro 2020

Come Potrebbe Essere il Rapporto Futuro tra Umani e Tecnologia? - Introduzione di una Prospettiva

Maia Mulko
Maia Mulko

Elon Musk non è il primo né sarà l'ultimo a contemplare la possibilità per cui le intelligenze artificiali in futuro supereranno e minacceranno l'esistenza dell'umanità. È sufficiente che imparino a imparare da sole e/o a prendere decisioni con fini orientati verso se stesse. Per questo, il magnate della tecnologia del momento crede che dobbiamo fonderci con la IA prima che questo accada, per poter continuare a tenerla sotto controllo. Già Edward Fredkin, informatico del MIT nato nel 1934, assicurava che le macchine super intelligenti in futuro “ci tratteranno come animali domestici, se siamo fortunati”.

Che sia per questa ragione o per qualunque altra (la soluzione a problemi medici, ideali transumanisti o semplice simpatia per il biohacking), esistono persone che vivono con dei dispositivi elettronici impiantati nel corpo. Vengono definiti cyborg, termine coniato del 1960 dallo scienziato e inventore Manfred Clynes e dal medico Nathan Kline per descrivere essere umani “potenziati” con la tecnologia, una specie di uomo-macchina con abilità eccezionali dovute alle componenti artificiali.
Il fenomeno ha avuto inizio nel contesto della corsa allo spazio, pensando specificatamente alla sopravvivenza dell'uomo al di fuori delle “amichevoli” condizioni terrestri. Ma nella pratica, i primi cyborg reali sono apparsi circa quarant'anni più tardi nel campo della medicina.

Annuncio

Web Analytics senza l'uso di cookie che protegge la privacy


Nel 2001, l'Istituto di riabilitazione di Chicago ha fornito una protesi robotica a un elettricista di nome Jesse Sullivan che aveva perso le braccia durante un incidente sul lavoro. Gli è stata collocata un'estremità bionica attraverso un procedimento denominato Reinnervazione muscolare mirata, sostanzialmente un trapianto nervo-muscolo che gli avrebbe permesso di controllare le protesi pensando semplicemente al movimento che voleva effettuare. Il pensiero scaturisce in una contrazione muscolare nel petto che la protesi, a sua volta, traduce nel movimento intenzionato.

In questo senso, molti amputati sono diventati cyborg, dato che Jesse Sullivan non è di certo l'unico ad avere estremità bioniche a vita. L'atleta Cameron Clapp, ad esempio, ha gambe robotiche con sensori che interpretano la distribuzione del peso per regolare l'andatura.

Nel 2002, Jens Meumann è diventato la prima persona della storia a recuperare la vista (anche se in modo piuttosto rudimentale) con un “occhio” elettronico, il Dobelle Eye, che in realtà è un impianto corticale che si collega al cervello con una camera che cattura e trasporta le immagini verso la corteccia visiva, dove un computer processa l'informazione tramite un'interfaccia neurale diretta.

Nel 2003, Neil Harbisson, un artista nato con l'acromatopsia e che poteva vedere solo nella scala dei grigi, ha osteointegrato un'antenna nel cranio per poter convertire i colori in suoni all'interno del cervello, così da poterli percepire. È la prima persona a essere stata riconosciuta ufficialmente come cyborg da un governo (quello britannico), e considera l'antenna (che gli permette di vedere anche nello spettro infrarosso e ultravioletto) parte del suo corpo.

Come attivista cyborg, Harbisson dirige la Cyborg Foundation,  un'organizzazione che difende il diritto degli uomini a diventare cyborg, anche qualora non abbiano alcuna disabilità e desiderino solo “rimodellarsi” con impianti capaci di ampliare le proprie abilità o sensi. Charlotte Dann, per esempio, è una biohacker che si è fatta impiantare dei magneti nella dita per “fare esperimenti con i campi elettromagnetici”, e lo considera come un sesto senso.

Transumanesimo allo stato puro. Un movimento che, in sostanza, mira a creare postumani, uno stadio evolutivo posteriore all'homo sapiens (perché, quanto possiamo cambiare di un umano senza che smetta di esserlo?), guidato da una tecnologia che “potenzi” le nostre capacità al di là delle questioni mediche. Seppur con la possibilità di alterare il codice genetico a nostro favore, ci sarebbero grandi miglioramenti anche nella salute che ci permetterebbero di vivere più a lungo. Si sconfiggerebbero, ad esempio, le infermità genetiche.

Alcuni transumanisti credono che potremmo addirittura ottenere l'immortalità, se non tramite corpi più forti, trasferendo le nostre menti ad altri corpi (biologici o robotici), o persino ad ambienti virtuali, come un cloud. Una proposta forse emozionante, almeno finché i detrattori non valutino le reali implicazioni dell'immortalità, come l'aumento spropositato della popolazione modiale e le conseguenze economiche e ambientali a essa relazionate.

Annuncio

Upcloud: I server più veloci del mondo. Ricevi un credito di $25 USD. (Soggetto a termini e cambiamenti)

C'è anche chi teme l'aumento del divario tra le classi sociali, dal momento in cui le alterazioni tecnologiche hanno un costo che non tutti potrebbero affrontare. La transizione verso il postumanesimo non sarebbe repentina e totale, bensì graduale, e nel frattempo, cosa impedirebbe agli umani modificati di considerare i non modificati come inferiori? Se, inoltre, i ricchi potranno alterare i propri geni e i poveri no, secondo il filosofo della biologia e tecnologia Antonio Dieguez “non ci sarebbero solo classi sociali, ma anche classi biologiche”.

Uno scenario apparentemente fantascientifico ma verso cui ci stiamo lentamente incamminando. Perché, in un certo senso, siamo già tutti cyborg. Un pacemaker o un impianto cocleare non sono forse dispositivi elettronici per “migliorarci”? Ma soprattutto, non viviamo incollati ai nostri cellulari? Non salviamo al loro interno informazioni che prima conservavamo nel nostro cervello? D'altra parte, come evidenzia Neil Harbisson, molti di quelli che temono che ci vengano impiantati dei chip per localizzarci hanno uno smartphone. Probabilmente l'unica cosa che resta da fare è mettercelo sotto la pelle.



Join the conversation.


© 2021 Terraflow LLC - Information - Series 2. Tutti i diritti riservati. Il contenuto e le rappresentazioni su questo sito sono solo a scopo informativo e non saranno considerati consigli di investimento, consulenza legale, consiglio medico, o sollecitazioni a investire.